ottobre 29th, 2010 Commenti disabilitati
BARTLEBY’S COMMON LIBRARY incontra G.I.U.D.A.
Mercoledì 3 novembre 2010 alle 19:00 nella sala emeroteca di Bartleby (via San Petronio Vecchio 30/A, Bologna) presentazione del 2° numero della rivista GIUDA – Geographical Institute of Unconventional Drawing Arts. Saranno presenti Gianluca Costantini, Elettra Stamboulis e Marco Lobietti Nel solco tracciato dall’esperienza del B.i.r.r.a – Bagarre internazionale delle riviste alternative, prosegue il percorso di costruzione della Bartleby’s Common Library come emeroteca quale luogo di incontro e libera consultazione delle riviste indipendenti del passato e del presente: riviste di politica e di satira, riviste dei movimenti, di arte, cinema, fumetto e molte altre.

Bartleby è uno spazio autogestito a Bologna, in via san petronio vecchio 30/A.
Il progetto Bartleby spazio occupato nasce dal movimento dell’Onda, ne condivide il linguaggio e le pratiche ed è il desiderio di riportare, ampliare e far vivere le progettualità e i laboratori di produzione autonoma di saperi, i seminari di autoformazione e la rivendicazione di reddito, in ambito metropolitano. Bartleby è il tentativo di chiudere definitivamente con l’era Cofferati, di far uscire l’università dal suo miope autismo, di ripensare Bologna a partire da chi la abita, la vive, la rende ricca ogni giorno. Come l’Onda, Bartleby è una sperimentazione, una forma nuova di occupazione: un atelier in cui aprire un cantiere di ricerca, di riflessione e di connessione sulla produzione artistica in questa città con tutti quei soggetti che hanno attraversato il movimento di questi mesi, dagli orchestrali del comunale agli artisti e scrittori bolognesi, a tutti i ragazzi e le ragazze che provano con difficoltà ad esprimersi in una Bologna che troppe volte non li riconosce come parte viva e produttiva della città. Bartleby è uno spazio in cui connettere tutti quei soggetti che non vogliono pagare la crisi, che reclamano l’erogazione di reddito diretto e indiretto, che si battono per un nuovo welfare.
Nella stessa serata dalle 21:30 Jazz manouche live concert TOLGA TRIO. Nato nel 1998 ad Amsterdam dal chitarrista Tolga During, ispirandosi al grande Django Reinhardt, una formazione composta da chitarra solista, chitarra ritmica e contrabbasso. L’intenzione non è riprodurre lo stile di Django, ma adottarlo come punto di partenza per le proprie esplorazioni musicali. La maggior parte del repertorio del gruppo infatti, è stata scritta da Tolga, e nelle sue composizioni le influenze musicali non vengono solo dalla Francia ma anche dai Balcani, dalla Spagna, dal Brasile e dal Jazz Moderno.
Durante la serata // APERITIVO E CENA A BASE GIALLA
ottobre 26th, 2010 Commenti disabilitati
Photogallery di Giuda. Geographical Institute of Unconventional Drawing Arts
Mostra delle tavole originali del 2° numero dedicato ai Preraffaelliti Libreria Minimum Fax – via della Lungaretta, 90/e – Roma

TUTTE LE IMMAGINI
maggio 20th, 2010 Commenti disabilitati
Presentazione della rivista e dialogo sul tradimento delle immagini con Marco Lobietti, Vincenzo Bagnoli e Gianluca Costantini
Libreria MODO infoshop Interno 4
Giovedì 4 marzo, ore 21.00 – Bologna
Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.
maggio 20th, 2010 Commenti disabilitati
Geographical Institute of Unconventional Drawing Arts
Dal 29 maggio al 6 giugno 2010
nel contesto della Borsa del Turismo 100 Città d’Arte
inaugurazione sabato 29 maggio ore 18.00
a cura di Associazione Mirada e Bronson Produzioni
FARGO Cafè
Angolo Via Girolamo Rossi/Vicolo Padenna Ravenna
Orari: tutti i giorni dalle 08 alle 02
Dopo la mostra di aprile 2010 presso il Castel Sant’Elmo di Napoli, Giuda torna con una nuova installazione realizzata in occasione della Borsa del Turismo 100 Città d’Arte di Ravenna. Non solo le tavole originali del primo numero di Giuda, ma anche suoni e visioni dagli ospiti del cimitero di montparnasse in un allestimento di gusto sepolcrale.

aprile 27th, 2010 §
Geographical Istitute of Unconventional Drawing Arts
Armin Barducci * Nina Bunjevac * Gianluca Costantini * Ciro Fanelli * Rocco Lombardi * Angelo Mennillo * Alice Socal * Elettra Stamboulis *
Castel SantElmo Ambulacri, Napoli
30 aprile 2 maggio 2010
Giuda indaga il tradimento delle immagini. Lo fa con animo dark, ma ottimista. C’è nel tradimento un aspetto sotteso, importante, non negativo: il suo denunciare la possibilità dell’interpretazione soggettiva, del segno che restituisce una realtà che è rimasta fino ad allora inesplorata. Nella radice di tradire c’è nche il significato di tramandare. Giuda si pone come obiettivo implicito il denunciare attraverso la propria esistenza che resiste alla targettizzazione, al prodotto, al merchandising, al mercato, alla distribuzione,e a molte altre cose, la posizione di privilegio che nel tradimento ha il disegno. Un tradimento che fa buon uso della mano di chi lo guida: in opposizione alla falsificazione ipocrita della fotografia o del reportage che non ammettono, se non indirettamente, la propria limitata visuale, la rappresentazione disegnata si costituisce innanzi ai giudici della credibilità dichiara con innocenza l’autore della nuova cosa, il disegno.

John Ruskin (8 February 1819 – 20 January 1900) di Robert Rebotti - Jacklamotta in G.I.U.D.A. Vol II (in pubblicazione)
Che è una cosa. Ma è anche altro.
Cos’e questa rivista, che fa della figurazione narrativa la propria materia di lavoro, si oppone con intransigenza e candore al format. È affascinata dalla geografia, dal suo essere la mappa concettuale di un territorio che racconta storie. La Geografia, materia non a caso scomparsa dalle aule di scuola, perché intimamente sovversiva, nel suo essere un magma di tanti saperi, storia, economia, tradizioni popolari, scienze e soprattutto disegno.
Giuda si innamora di mappe dimenticate, che rappresentano a loro volta cumuli di storie sotterrate (non a caso il primo numero saccheggia il cimitero di Montparnasse, ricostruendo una sequenza narrativa di microritratti degli illustri ospiti di questo quadrato di Parigi) senza però ammalarsi di necrofilia. È più una sorta di rivolta contro l’astrazione, la piccola sensazione, il narcisismo ombelicale, che a tratti occupa molta della produzione disegnata europea. Nella ricerca di confini nuovi da esplorare attraverso il disegno, conta il mosaico collettivo che nasce da una rivista che vede operare un gruppo fisso di disegnatori e un ospite, su un terreno comune, uscendo dalla gabbia della storia autoconclusiva, o a puntate, ma che indaga dove il genere nuovo e incandescente della nona arte può arrivare. Un tentativo indagatore sui processi memoriali nella costruzione di sequenze. Una cosa ben diversa dalla costruzione della sequenza narrativa tradizionale. La memoria non opera in senso lineare, concatenando in modo logico e comprensibile gli eventi, tra un prima e un dopo.

Thomas Seddon (28 August 1821 - 23 November 1856), disegno di Angelo Mennillo in G.I.U.D.A. Vol II (in pubblicazione)
Giuda segue un movimento territoriale, ma anche il movimento centrifugo del processo di appropriazione della memoria. Il numero 2 della rivista si incaponirà sulla confraternita dei preraffaelliti, un movimento a più riprese osteggiato dalla critica d’arte, eppure ampiamente recepito nello stile (anche se non nella sostanza) da molta figurazione di genere, tra cui quella delle carte gioco o del fantasy in generale. La confraternita ispira i disegnatori di Giuda per l’aura cospiratoria che ne caratterizzò la prima parte della loro storia, ma anche per la vocazione di bricoleur, intesa in senso lato, dell’Art & Crafts, per la forte sensibilità etica e politica, che non semplifica forme, il simbolismo spinto, l’attenzione costante per l’estetica. Perché spesso tra etica ed estetica sembra frapporsi una voragine precipitosa, quella dell’antitesi. Ovvero, se c’è etica e politica, scompare l’attenzione estetica. Mentre per i preraffaelliti, così come per il gruppo di Giuda, non c’è una senza l’altra. Non a caso Borges, che terminava Finzioni con Tre versioni di Giuda, evoca il lavoro di Dante Gabriel Rossetti come ultimo di una catena di pensieri e lo sintetizza con la frase disse con musica memorabile.
Il visionario cieco argentino considerava il futuro irrevocabile, ma non così il passato, giacchè ogni volta che ricordiamo qualcosa la modifichiamo per povertà e ricchezza della nostra memoria, secondo come la si voglia vedere. E la visione non ha sempre bisogno della retina, anche se Giuda si impegna nello sviluppo di questa parte del corpo umano. (Elettra Stamboulis).
marzo 15th, 2010 Commenti disabilitati
Alcune immagini della mostra di G.I.U.D.A. svoltasi dal 4 al 7 marzo 2010 nel contesto di Bilbolbul. La mostra è a cura di Associazione Mirada nello Spazio CapodiLucca
Via Capo di Lucca 12/a Bologna. Oppure vai alla Galleria completa.
novembre 25th, 2009 §