G.I.U.D.A. “Prima che bruci Milano”

giugno 3rd, 2010 § 0

Geographical Institute of Unconventional Drawing Arts

Dall’8 giugno al 16 giugno 2010
inaugurazione martedì 8 giugno ore 18.30

LIMITED no art gallery

Via Porpora n.148 Milano
http://limitednoartgallery.com

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“Il segno dei maestri” di Francesco Boille

giugno 2nd, 2010 § 0

Recensione del Vol I di G.I.U.D.A. pubblicata su Internazionale del 28 maggio 2010

Il segno dei maestri
AUTORI VARI
Giuda, volume 1 Edizioni Giuda, 64 pagine, 10,00 euro

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Una rivista di strade e mappe antiche che sembrano diventare nuove e viceversa, in un flusso continuo di segni, sia grafici (il disegno delle storie presentate e delle illustrazioni) sia di grafica (le pagine di presentazione, eccetera). Le identitଠstoriche e sociali, culturali e politiche, sono le geografie nascoste, segrete, talvolta dimenticate, qui esplorate. Ƞuna scelta in linea con l’approccio di Gianluca Costantini, dei suoi fumetti e delle sue iniziative culturali, che dirige questa elegante rivista-libro assieme a Elettra Stamboulis (con cui organizza da sempre il Festival Komikazen, a Ravenna). Come a sottolineare questa linea, nella rivista dominano i disegnatori che lavorano sul segno (del resto, come ha ben spiegato Daniele Barbieri, i maestri fondamentali del fumetto sono tutti maestri del segno). Un intreccio che il lettore deve contemplare ed esplorare.

El Cubri (di cui mancano le informazioni sugli autori) apre magnificamente il numero, con un racconto dove viene rawivata t’estetica tra espressionismo e stile naiJ da murales dei primi fumetti dell’argentino Enrique Breccia, figlio del maestro Alberto. Si narra in Paisà non il Sudamerica, ma il Marocco: una parabola indipendentista che ha il sapore della beffa tragica. Chiude Piccola Gerusalemme, proprio di Costantini e Stamboulis [ERRATA CORRIGE: Angelo Mennillo è l'autore dei disegni di "Piccola Gerusalemme"], racconto allegorico dove la giungla esplorata è il mistero delle parole, delle lingue (ma sempre in relazione a un uso politico). In mezzo, altri intrecci, altre seduzioni, del segno e dell’iconografia del secolo scorso.

Francesco Boille
Internazionale.it

Fotogallery della mostra “Quella che vedrete è una storia vera”

maggio 29th, 2010 § 0

Dal 29 maggio al 6 giugno 2010 nel contesto della Borsa del Turismo 100 Città d’Arte inaugurazione sabato 29 maggio ore 18.00 a cura di Associazione Mirada e Bronson Produzioni

FARGO Cafè
Angolo Via Girolamo Rossi/Vicolo Padenna Ravenna
Orari: tutti i giorni dalle 08 alle 02

G.I.U.D.A. audio della presentazione per Bilbolbul

maggio 20th, 2010 § 0

Presentazione della rivista e dialogo sul tradimento delle immagini con Marco Lobietti, Vincenzo Bagnoli e Gianluca Costantini
Libreria MODO infoshop Interno 4
Giovedì 4 marzo, ore 21.00 – Bologna

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G.I.U.D.A. “Quella che vedrete è una storia vera”

maggio 20th, 2010 § 0

Geographical Institute of Unconventional Drawing Arts

Dal 29 maggio al 6 giugno 2010
nel contesto della Borsa del Turismo 100 Città d’Arte

inaugurazione sabato 29 maggio ore 18.00

a cura di Associazione Mirada e Bronson Produzioni

FARGO Cafè
Angolo Via Girolamo Rossi/Vicolo Padenna Ravenna
Orari: tutti i giorni dalle 08 alle 02

Dopo la mostra di aprile 2010 presso il Castel Sant’Elmo di Napoli, Giuda torna con una nuova installazione realizzata in occasione della Borsa del Turismo 100 Città d’Arte di Ravenna. Non solo le tavole originali del primo numero di Giuda, ma anche suoni e visioni dagli ospiti del cimitero di montparnasse in un allestimento di gusto sepolcrale.

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Cimitiere du Montaparnasse, il video.

maggio 13th, 2010 § 0

Cimitero di Montparnasse _ G.I.U.D.A. from Giuda Edizioni on Vimeo.

GIUDA a Napoli, fotogallery della mostra.

maggio 3rd, 2010 § 0

Geographical Istitute of Unconventional Drawing Arts
Armin Barducci * Nina Bunjevac * Gianluca Costantini * Ciro Fanelli * Rocco Lombardi * Angelo Mennillo * Alice Socal * Elettra Stamboulis *

Castel SantElmo Ambulacri, Napoli
30 aprile 2 maggio 2010

G.I.U.D.A. Del buon uso del tradimento

aprile 27th, 2010 § 1

Geographical Istitute of Unconventional Drawing Arts
Armin Barducci * Nina Bunjevac * Gianluca Costantini * Ciro Fanelli * Rocco Lombardi * Angelo Mennillo * Alice Socal * Elettra Stamboulis *

Castel SantElmo Ambulacri, Napoli
30 aprile 2 maggio 2010

Giuda indaga il tradimento delle immagini. Lo fa con animo dark, ma ottimista. C’è nel tradimento un aspetto sotteso, importante, non negativo: il suo denunciare la possibilità dell’interpretazione soggettiva, del segno che restituisce una realtà che è rimasta fino ad allora inesplorata. Nella radice di tradire c’è nche il significato di tramandare. Giuda si pone come obiettivo implicito il denunciare attraverso la propria esistenza che resiste alla targettizzazione, al prodotto, al merchandising, al mercato, alla distribuzione,e a molte altre cose, la posizione di privilegio che nel tradimento ha il disegno. Un tradimento che fa buon uso della mano di chi lo guida: in opposizione alla falsificazione ipocrita della fotografia o del reportage che non ammettono, se non indirettamente, la propria limitata visuale, la rappresentazione disegnata si costituisce innanzi ai giudici della credibilità dichiara con innocenza l’autore della nuova cosa, il disegno.

John Ruskin (8 February 1819 – 20 January 1900)

John Ruskin (8 February 1819 – 20 January 1900) di Robert Rebotti - Jacklamotta in G.I.U.D.A. Vol II (in pubblicazione)

Che è una cosa. Ma è anche altro.

Cos’e questa rivista, che fa della figurazione narrativa la propria materia di lavoro, si oppone con intransigenza e candore al format. È affascinata dalla geografia, dal suo essere la mappa concettuale di un territorio che racconta storie. La Geografia, materia non a caso scomparsa dalle aule di scuola, perché intimamente sovversiva, nel suo essere un magma di tanti saperi, storia, economia, tradizioni popolari, scienze e soprattutto disegno.

Giuda si innamora di mappe dimenticate, che rappresentano a loro volta cumuli di storie sotterrate (non a caso il primo numero saccheggia il cimitero di Montparnasse, ricostruendo una sequenza narrativa di microritratti degli illustri ospiti di questo quadrato di Parigi) senza però ammalarsi di necrofilia. È più una sorta di rivolta contro l’astrazione, la piccola sensazione, il narcisismo ombelicale, che a tratti occupa molta della produzione disegnata europea. Nella ricerca di confini nuovi da esplorare attraverso il disegno, conta il mosaico collettivo che nasce da una rivista che vede operare un gruppo fisso di disegnatori e un ospite, su un terreno comune, uscendo dalla gabbia della storia autoconclusiva, o a puntate, ma che indaga dove il genere nuovo e incandescente della nona arte può arrivare. Un tentativo indagatore sui processi memoriali nella costruzione di sequenze. Una cosa ben diversa dalla costruzione della sequenza narrativa tradizionale. La memoria non opera in senso lineare, concatenando in modo logico e comprensibile gli eventi, tra un prima e un dopo.

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Thomas Seddon (28 August 1821 - 23 November 1856), disegno di Angelo Mennillo in G.I.U.D.A. Vol II (in pubblicazione)

Giuda segue un movimento territoriale, ma anche il movimento centrifugo del processo di appropriazione della memoria. Il numero 2 della rivista si incaponirà sulla confraternita dei preraffaelliti, un movimento a più riprese osteggiato dalla critica d’arte, eppure ampiamente recepito nello stile (anche se non nella sostanza) da molta figurazione di genere, tra cui quella delle carte gioco o del fantasy in generale. La confraternita ispira i disegnatori di Giuda per l’aura cospiratoria che ne caratterizzò la prima parte della loro storia, ma anche per la vocazione di bricoleur, intesa in senso lato, dell’Art & Crafts, per la forte sensibilità etica e politica, che non semplifica forme, il simbolismo spinto, l’attenzione costante per l’estetica. Perché spesso tra etica ed estetica sembra frapporsi una voragine precipitosa, quella dell’antitesi. Ovvero, se c’è etica e politica, scompare l’attenzione estetica. Mentre per i preraffaelliti, così come per il gruppo di Giuda, non c’è una senza l’altra. Non a caso Borges, che terminava Finzioni con Tre versioni di Giuda, evoca il lavoro di Dante Gabriel Rossetti come ultimo di una catena di pensieri e lo sintetizza con la frase disse con musica memorabile.

Il visionario cieco argentino considerava il futuro irrevocabile, ma non così il passato, giacchè ogni volta che ricordiamo qualcosa la modifichiamo per povertà e ricchezza della nostra memoria, secondo come la si voglia vedere. E la visione non ha sempre bisogno della retina, anche se Giuda si impegna nello sviluppo di questa parte del corpo umano. (Elettra Stamboulis).