La geografia della linea di Boetti.

marzo 7th, 2013 Commenti disabilitati

G.I.U.D.A. in mostra per INDEX G Museo d’Arte Contemporanea di Lissone.

I  N  D  E  X   G

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G.I.U.D.A.
Geographical Institute for Unconventional Drawing Arts

14 marzo – 28 aprile 2013

lissone

Museo d’Arte Contemporanea Città di Lissone
Viale Padania 6 (fronte stazione FS)
20851 Lissone – MB

Index G è una piccola rassegna incentrata sulle arti grafiche: dal disegno all’incisione, dall’illustrazione al fumetto, dal visual design alla pubblicità. Il primo ciclo di esposizioni sarà rivolto alle riviste d’arte che negli ultimi anni si sono distinte a livello nazionale. La progettualità dello spazio espositivo, ricavato all’interno del bookshop, verrà affidato allo staff di una redazione che deciderà le modalità di allestimento e il grado di coinvolgimento degli artisti.

Il nuovo appuntamento della rassegna è stato affidato al collettivo G.I.U.D.A. (Geographical Institute for Unconventional Drawing Arts) che presenterà un’installazione realizzata da Gianluca Costantini e Elettra Stamboulis dal titolo La geografia della linea di Boetti, in cui saranno incluse alcune opere originali di Alighiero Boetti.

Il numero IV di G.I.U.D.A, rivista di ricerca visiva sulle intersezioni tra rappresentazione geografica e fumetto, è stato dedicato alla Linea Durand, il confine tra Afghanistan e Pakistan che si dipana nella stretta gola del Khyber Pass. Il Khyber Pass unisce e divide Kabul e Peshawar, é una via sempre contesa, mai completamente in pace (annessa di volta in volta agli imperi o agli stati, benché continuamente sfuggita al controllo delle massime potenze politiche), itinerario imprescindibile degli eserciti alla conquista dei tesori dell’Hindustan, cerniera tra le civiltà euro-asiatiche e quella indiana.

Il geografo e la guida d’eccezione di questo viaggio su carta è Alighiero Boetti, le cui Mappe in forma di arazzo furono realizzate dalle ricamatrici di Kabul. Boetti diventa personaggio, narratore, riferimento visivo ed eversivo di quest’operazione di sovrapposizione – di tempi e luoghi – che gioca sulla evocatività di opere che sono diventate dei capisaldi dell’arte contemporanea, come il fotomontaggio Gemelli del 1968, che vede qui Boetti tenere provocatoriamente la mano al mullah Omar. Le storie e le cartine cambiano, nuovi personaggi e nuove storie prendono il posto di altre; il compito delle storie-disegnate è forse quello di trovare le eliminazioni e le giustapposizioni, disegnandone la rappresentazione su nuove carte narrative?

Nata nel 2009, G.I.U.D.A. è una rivista che indaga il tradimento delle immagini. Lo fa usando il disegno in forma intensiva, cartografando il dicibile e il rappresentabile. Si pone come uno spazio programmato di ricerca visiva ed estetica. Insegue i luoghi sulle cartine, sapendo che la mappa non è il territorio ma una sua rappresentazione, e che a partire dalla cartografia si stabilisce il nostro posto sul mondo e lo spazio che occupiamo a livello simbolico.

G.I.U.D.A. è una rivista da collezione, che non concede sconti all’epoca delle veline editoriali. Ha una vocazione decadente e romantica, utilizza l’arte del disegno per inseguire le strade cimiteriali delle metropoli e la globalizzazione delle provincie. Concorrono alla sua realizzazione un gruppo di disegnatori di cui Gianluca Costantini è l’ideatore e l’instancabile sperimentatore della nona arte, assieme a Armin Barducci, Ciro Fanelli, Angelo Mennillo, Rocco Lombardi, Robert Rebotti – jacklamotta, Alice Socal, Liliana Salone, Niccolò Pellizzon, Darkham e diversi altri autori. Vi collaborano inoltre Marco Lobietti e Elettra Stamboulis.
DOVE
Museo d’Arte Contemporanea
Viale Padania 6 (fronte stazione FS)
20851 Lissone – MB

BOOKSHOP
14 marzo – 28 aprile 2013

INDEX G: G.I.U.D.A.
La geografia della linea di Boetti
a cura di Gianluca Costantini e Elettra Stamboulis
inaugurazione giovedì 14 marzo ore 19:00

INFORMAZIONI
www.museolissone.it
tel. 039 7397368 – 039 2145174

ORARI
Martedì, Mercoledì e Venerdì h 15-19
Giovedì h 15-23; Sabato e Domenica h 10-12 / 15-19

INGRESSO LIBERO

G.I.U.D.A. Vol IV

settembre 4th, 2012 Commenti disabilitati

E’ in lavorazione il quarto volume di G.I.U.D.A.

G.I.U.D.A. Vol IV

settembre 3rd, 2012 Commenti disabilitati

In uscita a Novembre 2012

DAVID DOUGLAS, botanico ed eploratore – 2a parte

dicembre 7th, 2011 Commenti disabilitati

Dopo l’esplorazione della Costa Est del Nord America, nel secondo viaggio, David Douglas supera capo Nord per dirigersi sulla costa Occidentale del Nord America. Risalendo il fiume Columbia oltrepasserà le Montagne Rocciose per raggiungere Fort York, stazione della Hudson Bay Company.

DAVID DOUGLAS 1799-1834
Northwest Coast of North America and return via Hudson Bay
Cartografia basata su  Map of the Missouri di Collot e Tardieau, 1796

DavidDouglas-West2

DOWNLOAD PDF (formato A3 – 4Mb circa)


davidDouglasIl viaggio di Douglas per il Nord America inizia il 26 luglio 1824. Si imbarca da Gravesend (1) sul William and Ann, nave della Hudson Bay Company. Il viaggio seguì quella che era ormai diventata una rotta commerciale sperimentata. Primo porto di scalo è Madeira (2). Qui Douglas scala il Pico Ruvio de Santana e sebbene questo svetti solamente 1861 metri sopra il livello del mare, sarà quella la prima di numerose ascensioni. Capo Horn è doppiato il 16 novembre 1824 (3). Raggiungono le Isole Juan Fernandez al largo della costa cilena (4) e nel gennaio 1825 approda alle Galapagos (5). Dopo 4 settimane è alla foce del fiume Columbia (6) dove però a causa di una tempesta è costretto ad attendere altre 6 settimane prima che la nave possa avvicinarsi alla costa per attraccare.mappaMondo

L’11 aprile 1825 la nave risale il fiume Columbia fino a Fort George (7) stazione della Hudson Bay Company. Dopo alcune settimane di brevi esplorazioni nei dintorni Douglas inizia ad avventurarsi più lontano, lungo il corso dei fiumi Columbia (8) e Multnomah. A settembre oltrepassa le montagne Cascade (10) raggiungendo le piane aride dell’odierno Idaho. Resta sulla costa a Fort Vancouver (9) fino a Marzo 1826, quando inizia la seconda spedizione lungo il fiume Columbia, verso le Montagne Blu (11). Risale da solo vette oltre i 2000 metri.  Accompagnato da guide locali, si guadagna il rispetto degli indiani che lo chiamano “Uomo che cammina e raccoglie erba”.  
Rientra a fine agosto dopo aver percorso circa 800 miglia della Columbia Valley in 12 giorni. È durante questa spedizione che raccoglie i semi di quello che oggi è noto come Abete di Douglas.

Il 20 marzo 1827 Douglas intraprende il viaggio di ritorno via terra, assieme ai funzionari della Hudson Bay Company,  destinazione l’agenzia di York. Lungo il fiume Columbia raggiunge in barca Fort Colville (12), nella parte occidentale delle Montagne Rocciose.  Il 29 aprile essendo ormai quasi in cima al passo, Douglas decide per una deviazione (13) e parte da solo per scalare il picco più alto nelle vicinanze. Il prezzo che Douglas pagherà per questa impresa personale è l’aggravarsi dei problemi agli occhi dovuti al riverbero della neve e un ulteriore indebolimento delle condizioni generali di salute. A maggio il gruppo raggiunge la parte orientale delle Montagne Rocciose a Jasper (14). Ora è possibile viaggiare attraverso il fiume Athabasca nelle canoe di betulla per circa 200 miglia fino a Fort Assiniboine (15). Poi una marcia di 100 miglia li porta a Fort Edmonton (16) dove il fiume Saskatchewan rappresenta la via diretta verso est, fino all’agenzia di Fort York. Douglas vi giunge alla fine di agosto (17). Negli ultimi due anni ha perscorso 10.000 miglia.
Dopo 4 settimane di viaggio l’11 ottobre 1827 Douglas raggiunge Londra.

HO CHUNK NATION 1634

novembre 24th, 2011 Commenti disabilitati

Mappa inserita nella bandella del terzo volume di G.I.U.D.A.

Il primo europeo lo incontrammo nel 1634. Si chiamava Jean Nicolet. Arrivò accompagnato da guide della tribù degli Uroni,  dopo un lungo viaggio in canoa, iniziato risalendo il fiume Ottawa, attraverso il lago Nipissing. Sull’isola di Manitoulin quelli della tribù Ottawa gli parlarono di noi. Dissero del popolo che abitava al di là del grande lago Michigan, sulla riva ovest, e parlava una lingua diversa. Noi eravamo forti e avevamo molti guerrieri e tutti gli altri ci chiamavano Winnebago.
Nicolet cercava il passaggio a Ovest per raggiungere l’Oriente. Diceva di poter approdare in Cina. Accompagnato dalle guide, il francese arrivò nel nostro villaggio vestito con un abito di seta rosso sgargiante e con  due pistole pronte a far fuoco per impressionarci. Noi lo trattammo con riguardo come si usa con gli stranieri. Ed egli imparò il nome del nostro popolo: Ho-Chunk, che significa “gli uomini dalla voce tonante”

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Il primo europeo lo incontrammo nel 1634. Si chiamava Jean Nicolet. Arrivò accompagnato da guide della tribù degli Uroni,  dopo un lungo viaggio in canoa, iniziato risalendo il fiume Ottawa, attraverso il lago Nipissing. Sull’isola di Manitoulin quelli della tribù Ottawa gli parlarono di noi. Dissero del popolo che abitava al di là del grande lago Michigan, sulla riva ovest, e parlava una lingua diversa. Noi eravamo forti e avevamo molti guerrieri e tutti gli altri ci chiamavano Winnebago.

Nicolet cercava il passaggio a Ovest per raggiungere l’Oriente. Diceva di poter approdare in Cina. Accompagnato dalle guide, il francese arrivò nel nostro villaggio vestito con un abito di seta rosso sgargiante e con  due pistole pronte a far fuoco per impressionarci. Noi lo trattammo con riguardo come si usa con gli stranieri. Ed egli imparò il nome del nostro popolo: Ho-Chunk, che significa “gli uomini dalla voce tonante”.

DAVID DOUGLAS, botanico ed eploratore

novembre 18th, 2011 Commenti disabilitati

Attraverso la lettura della biografia di David Douglas, pubblicata all’interno del volume Cacciatori di piante di Mary Gribbin e John Gribbin edito da Raffaello Cortina mi sono appassionato alla vita di  questo originale botanico-esploratore. Dopo aver annoiato amici e parenti raccontandone le peripezie geografiche ho deciso di rendergli omaggio realizzando 3 mappe che ricostruiscono gli itinerari delle sue esplorazioni botaniche nel continente Nord Americano. Ho cercato quindi di immaginare di quali risorse cartografiche egli potesse disporre durante i suoi viaggi e grazie all’archivio di cartografia disponibile presso la DAVID RUMSEY Historical Map Collection mi sono messo a disegnare e tracciare linee approssimative dei percorsi e dei luoghi visitati.

Riporto qui di seguito l’esito di questa mia ricerca cartografica.
Marco Lobietti

East Coast
of North America
set.1823 – gen.182

DAVID DOUGLAS 1799-1834
East Coast of North America set.1823 – gen.1824 
Cartografia basata su A General Map of the Middle British Colonies, in America di Robert Sayer and John Bennett, 1776

1viaggio-east-tracciati-A3

DOWNLOAD PDF (formato A3 – 4Mb circa)



davidDouglasDAVID DOUGLAS è stato il maggiore tra i botanici-esploratori. Nelle sue avventure ha percorso 12.000 miglia, a piedi, a cavallo, in canoa e spesso in territori inesplorati.  Vede il suo nome dedicato a più di duecento piante – più di qualunque altra persona nella storia della nomenclatura scientifica – e quelle che ha introdotto in europa, in particolare gli alberi, hanno avuto un enorme impatto sul paesaggio dell’epoca vittoriana.

A Douglas si deve la scoperta di molti pini, quali il Pinus lambertiana, l’abete di Sitka, l’abete di Douglas, e il pino di Monterey. Le avversità che ha dovuto affrontare e le distanze che ha coperto durante i viaggi a discapito della sua salute e, alla fine al costo della vita, gli sarebbero bastate a farsi un nome come esploratore.

Nasce il 25 giugno 1799 a Scone in Scozia. Lascia la scuola a soli 11 anni, trovando lavoro come giardiniere. Come molti ragazzi intelligenti dotati di una buona dose di discernimento personale e che quindi si ribellano ad un sistema d’insegnamento rigido, capisce che l’istruzione è  importante. Inizia a studiare di sera, da solo e nel 1818, stimato e istruito, è assunto al giardino botanico di Glasgow. In breve si fa notare, e nel 1823 la Horticultural Society di Londra gli affida il primo incarico come raccoglitore. Il suo primo viaggio si svolge nelle regioni orientali del Nordamerica.

Salpa da Liverpool il 23 giugno e approda a New york (1) il 2 agosto 1823. Nel settembre raggiunge via terra Burlington (2) e quindi Philadelfia (3). Risale in battelo il fiume Hudson fino ad Albany (4). Raggiunge via terra Buffalo (5) sul Lago Erie. Di nuovo in barca attraverso il lago fino a Amherstburg (6). Attraversa il fiume Detroit in canoa accompagnato da un nativo americano. Ed è qui che ha il primo assaggio di ciò che sarebbe venuto dopo. “Questo è ciò che posso definire il mio primo giorno in America. Gli alberi dei boschi erano di stupefacente grandezza…” Sulla strada del ritorno a New York, devia per vedere le cascate del Niagara (7).  A novembre salpa da New York diretto a Londra.

I semi e le piante che Douglas trasporta in Europa comprendevano 21 specie di alberi di pesco, 19 varietà di quercia, orchidee, primule e la Mahonia Aquifolium che solo da poco era stata portata dalla costa occidentale a quella orientale del Nord America da due esploratori, Lewis e Clark.

Il destino di Douglas sarebbe stato quello di seguirli fino al nord-ovest del continente che si affaccia sul Pacifico.

Atlante nucleare

maggio 20th, 2011 Commenti disabilitati

G.I.U.D.A. partecipa con al progetto ATLANTE NUCLEARE a sosstegno della campagna Vota SI per fermare il nucleare con progetto di infografica realizzato da Marco Lobietti dal titolo “Cambiamenti climatici e fonti rinnovabili”.

GIUDA-marcolobietti-11

Le varie carte che compongono l’Atlante Nucleare sono state realizzate da Mauro Bubbico, Francesco Franchi, Fupete, Francesco Maria Giuli, Happycentro, Lcd, Marco Lobietti/G.I.U.D.A., Andrea Rauch, Stefano Rovai, Studio FM, Studio Km0, Tankboys e sono disponibili, come poster nel formato 50×70, per il download dal sito per tutte le iniziative di informazione organizzate in giro per l’Italia in questo scorcio di campagna referendaria. A breve è prevista anche la pubblicazione a stampa dell’Atlante. In attesa, naturalmente, di sapere se sarà permesso o meno ai cittadini di esprimere la propria volontà con un voto informato e consapevole il prossimo 12 e 13 giugno.

Sul sito Altantenucleare.org e Atlanteitaliano.org è possibile scaricare in versione pdf tutti i lavori.

DALL’ARTICOLO di Gianni Sinni su Il Post

“Atlante Nucleare”

“La tragedia giapponese di Fukushima ha spaventato molti italiani” ha affermato recentemente il premier nella sua esplicita confessione di come sia stata decretata una finta moratoria sul nucleare italiano al solo scopo di neutralizzare il prossimo referendum. Una scelta esclusivamente “emotiva” da parte degli italiani sembra dunque la preoccupazione principale, espressa a più riprese, della lobby nucleare nostrana, anche se il sistematico boicottaggio dell’informazione sui referendum dimostra intenzioni meno nobili.

È vero che la materia è complessa, ricca di implicazioni e con una pletora di dati scientifici, tecnici ed economici che difficilmente un comune cittadino è in grado di decodificare e valutare. Ma se vogliamo informare in maniera semplice e immediata i cittadini-elettori affinché maturino una scelta consapevole e evitino risposte emotive, un modo esiste, e si chiama infografica.

L’infografica, o per dirla con gli inglesi l’information design, utilizza le immagini, i simboli e i colori per comunicare un’idea e illustrare quelle relazioni fra informazioni diverse che altrimenti non sarebbero immediatamente percepibili. L’infografica non è una semplice vestizione grafica, ma piuttosto costituisce un vero e proprio elemento di narrazione e divulgazione che permette di andare ben oltre le consuete rappresentazioni di dati ottenute con torte, grafici e diagrammi. Queste caratteristiche divulgative, in grado di presentare al grande pubblico informazioni anche complesse, ne hanno fatto, negli ultimi anni, uno dei più efficaci strumenti di (contro)informazione da parte di tante organizzazioni militanti di base. Le possibilità espressive che derivano da questo utilizzo visivo delle informazioni ne hanno decretato una sempre più ampia diffusione di cui le iniziative di Tactical Technology Collective e di Radical Cartography negli Stati Uniti ne sono due eloquenti esempi.

È su queste considerazioni che è nato, a cura del sottoscritto e di Cristiano Lucchi e in collaborazione col Comitato referendario Vota SI per fermare il nucleare, il progetto Atlante Nucleare, un progetto collettivo per il quale 12 grafici italiani hanno realizzato un poster informativo ciascuno su altrettanti temi — dalla sicurezza ai costi dell’energia, dalla localizzazione delle centrali agli incidenti ai reattori — connessi alla scelta nucleare.
Con sensibilità diverse ogni designer ha interpretato i temi del dibattito sulla sostenibilità della scelta nucleare, con la finalità condivisa di fornire una chiave di lettura o, più propriamente, un sistema di orientamento, come si compete a un vero Atlante, dentro le informazioni scientifiche di per sé mai “neutrali”.

GIUDA Cartografia delle Isole OFF per Onion

marzo 8th, 2011 Commenti disabilitati

Onion è il numero unico di approfondimento al Bilbolbul Festival internazionale del fumetto, realizzato da Bartleby e alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. E’ stato presemtato nei giorni del festival di Bologna e distribuito gratuitamente. GIUDAedizioni ha contribuito realizzando una cartografia delle Isole Off. ovvero di tutti i luoghi protagonisti di eventi e iniziative collegate al Festival ma non inserite nel programma ufficiale.

mappaBimBumBamRaster

Qui di seguito il testo contenuti nella mappa.

HAMELIN NAVIGAZIONI
La Hamelin Navigazioni è lieta di presentarvi un escursione nella natura selvaggia delle Isole OFF a bordo della Motonave Bilbolbul. Durante questo piacevole giro conoscerete le isole OFF sotto aspetti completamente diversi: baie solitarie, fenditure scoscese, suggestive grotte ed interessanti formazioni geologiche si alternano ad incontri soprendenti con la popolazione dei nativi, grandi narratori di storie e determinati esploratori di territori incontaminati.

IL NOSTRO ITINERARIO.
Partenza alle ore 9.30 della motonave Bilbolbul dal molo 2011, imbarco V, destinazione l’Isola dei Pesci Pneumatici, dove potrete ammirare le scogliere di Capo Rospi nella baia Seiperdue. Costeggiando l’isola Bartleby giungeremo alle Grotte di Giuda e Alice passando attraverso i faraglioni di Luke. Proseguendo poi verso la splendida Isola Indue, e superato lo Stretto di Delebile, faremo rotta verso l’Isola SI dove con una veloce sosta sarà possibile visitare la Torre del Colpo. Ripreso il mare, viaggeremo fino a Cala dell’Ortica sulla costa orientale dell’Isola Mascarella Piccola, un tempo considerato rifugio di mostri dell’immaginario. La sosta offre la possibilità di una passeggiata tra le romantiche stradine del piccolo borgo marinaro e quindi, passato il ponte pedonale raggiungere il Golfo della Serendipità dove è ormeggiata l’originale Barcazza e visitare le botteghe artigianali della xilografia. In pochi minuti a piedi è possibile raggiungere un bastione e da lì volgere lo sguardo allo scoglio Martino per riempirsi gli occhi della luce incantevole del Faro Vivès. Scendendo verso la riva, sosta per il té e foto di gruppo alla Baia del Sud. Risaliti a bordo, il viaggio prosegue oltre Punta Irnerio, su cui si erge il Faro Octave, per accedere quindi nel Canale navigabile di Modo e osservare le Spiaggie della Disarmonia, fino ai vertiginosi dirupi e valloni di Capo Kabu. Di lì attraversando lo Stretto Elastico, rotta per le piccole Isole delle Trame che ci lasceremo a destra per raggiungere, prima l’Isola del Sesto Senso dove udire le voci incantatrici delle sirene Tiamotti, e poi gli Isolotti di Nazario, sulle cui pareti di roccia scura le mani cattive della natura hanno lasciato graffi e incisioni a monito dei navigatori. L’escursione si conclude costeggiando il maestoso Faro Ramarro, con la visita alle Terre Rare, dove l’oscurità della notte ci farà credere che Tutto è Niente. Alle ore 22 puntualmente rotta di rientro verso il porto. Nel viaggio di ritorno frittura di pesce e vino per tutti.
(Il Comandante si riserva in caso di necessità di variare il programma).

Firenze 1913

febbraio 14th, 2011 Commenti disabilitati

Nel terzo numero della rivista Firenze Fast Forward sono state pubblicate 3 mappe a cura del progetto G.I.U.D.A. realizzate da Marco Lobietti.
La prima è intitolata Firenze 1913  racconta la produzione letteraria e teatrale che fece del capoluogo toscano in quegli anni la capitale culturale d’Italia.
Per le vie di Firenze si muovevano e si ritrovavano in quegli anni autori come Marino Moretti, Aldo Palazzeschi, Dino Campana, Ardengo Soffici, Giovanni Papini e Gordon Craig. Si pubblicavano riviste come LA VOCE e LACERBA. La base cartografica utilizzata è tratta dalla celebre Guida turistica del Nord Italia pubblicata da Baedeker.    

firenze1913-giudaEdizioni-preview

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G.I.U.D.A. Libreria Minimum Fax, Roma

ottobre 26th, 2010 Commenti disabilitati

Photogallery di Giuda. Geo­gra­phi­cal Insti­tute of Uncon­ven­tio­nal Dra­wing Arts
Mostra delle tavole ori­gi­nali del 2° numero dedi­cato ai Pre­raf­fael­liti Libre­ria Mini­mum Fax – via della Lun­ga­retta, 90/e – Roma

TUTTE LE IMMAGINI

Dove sono?

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