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Campana alla Biblioteca Marucelliana di Firenze

Campana alla Biblioteca Marucelliana di Firenze

Il nostro libro su Dino Campana nella mostra “Dino Campana, Canti Orfici 1914-2014. Manoscritti, documenti, libri, immagini.”
Biblioteca Marucelliana, Firenze. Fino al 31 Dicembre
Dal lunedi al giovedi 8.30-17.30, venerdì 8.30-17.30

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La mostra bio-bibliografica e iconografica «Dino Campana, Canti Orfici 1914-2014. Manoscritti, documenti, libri, immagini», curata da Francesca Castellano, verrà inaugurata giovedì 27 novembre 2014 alle ore 17.00 presso la Biblioteca Marucelliana di Firenze, con la partecipazione di Sergio Zavoli.

Allo scopo di rendere omaggio al grande poeta Dino Campana (Marradi, 1885 – Castel Pulci, Scandicci, 1932) a cento anni dalla pubblicazione della sua unica opera poetica, Canti Orfici, stampata a Marradi all’inizio dell’estate del 1914 dal tipografo Bruno Ravagli, la mostra ospiterà nel tradizionale spazio espositivo contiguo alla settecentesca sala di lettura della Biblioteca Marucelliana il manoscritto del Più lungo giorno, autentico centro del complesso delle iniziative campaniane e tutte le edizioni degli scritti di Dino Campana, a partire dalla princeps del 1914.

Della mitica edizione marradese verranno sottoposti all’attenzione del pubblico diversi esemplari (con e senza dedica), e in qualche caso con strappi e lacerazioni di parti che Dino Campana volle sottrarre a questo o a quell’individuato acquirente al fine di offrire una attendibile, fisica testimonianza delle modalità molto varie secondo le quali la circolazione e la ricezione dei Canti Orfici 1914 hanno avuto corso.

La mostra è articolata in cinque sezioni:

I. Il più lungo giorno: breve storia di un manoscritto perduto e ritrovato.
II. Canti Orfici: un contratto di stampa e sei esemplari con dedica.
III. I libri di Dino Campana.
IV. I libri su Dino Campana.
V. Dino Campana: una iconografia.

L’esposizione dei volumi sarà corredata di importanti documenti generosamente messi a disposizione dalla Biblioteca Marucelliana e dalla Fondazione Primo Conti: la copia del contratto intercorso tra Campana e il tipografo Bruno Ravagli, propiziato dal comune amico Luigi Bandini (Fondazione Primo Conti) e la redazione autografa dell’introduzione di Bino Binazzi alla seconda edizione Vallecchi 1928 dei Canti Orfici (Biblioteca Marucelliana).

Verranno inoltre accolti nella mostra i più significativi saggi critici su Campana, a partire dalla storica «vita non romanzata» redatta dallo psichiatra Carlo Pariani.

Una specifica, e non meno importante, sezione della mostra raccoglierà un’ampia selezione delle più notevoli immagini pittoriche e fotografiche del poeta. I libri esposti appartengono in larga misura, ma non nella loro totalità, alla Biblioteca Marucelliana.

Si è reso pertanto indispensabile il ricorso alla collaborazione di altre biblioteche e istituti culturali coinvolti nell’iniziativa: la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, la Biblioteca Umanistica dell’Università degli Studi di Firenze, la Fondazione Primo Conti, le biblioteche d’autore presenti nell’Archivio Contemporaneo “Alessandro Bonsanti” del Gabinetto Scientifico Letterario Gian Pietro Vieusseux, la Fondazione Gramsci di Roma.

Il catalogo della mostra, pubblicato dal Comune di Firenze e stampato dalla Tipografia Comunale, con impostazione grafica e impaginazione a cura dell’Archivio Storico del Comune, presenterà una introduzione della curatrice e le riproduzioni fotografiche, corredate di una essenziale descrizione, di tutti i ‘pezzi esibiti’.

Dai giorni successivi all’inaugurazione, mediante l’utilizzo di codici QR (Quick Response, codici a risposta rapida) posizionati in prossimità delle vetrine della mostra, sarà possibile reperire i contenuti esposti, con un tablet o uno smartphone con un apposito software (“QR Code Reader”), disponibile per tutti i sistemi operativi (iOS, Android, Windows, …), in modalità wireless e/o 3G/4G.

Enciclopedia sociale al 10 Days Temporary Shop

Enciclopedia sociale al 10 Days Temporary Shop

Dal 29 novembre al 24 dicembre ritorna 10 Days Temporary Shop del design autoprodotto,
in corso Baccarini a Faenza presso il Bubani Studio, con un party di inaugurazione.
Restano invariati la formula, il nome e lo spazio del negozio temporaneo dedicato alle autoproduzioni di designer, artisti e creativi, ma quest’anno l’apertura è stata prolungata: per circa un mese, fino al 24 dicembre sarà infatti possibile visitare il Temporary Shop, alla ricerca di oggetti e idee originali.
Sono oltre 15 i creativi coinvolti dalla faentina Federica Bubani, conosciuti nella propria esperienza di designer e grazie alle varie fiere nazionali di settore a cui periodicamente partecipa.
I designer coinvolti sono: Andrea Malini, Ilaria.i, Mr. Nico, lepalle, mb origami, zpstudio, Archivia, Incipt, Walter Giovaniello, Gino, Martha Pedron, Elvira Keller, Evviva Riccione, Caterina Rosa, Andrea Zoli.

G.I.U.D.A. al Festival Komikazen

G.I.U.D.A. al Festival Komikazen

G.I.U.D.A., acronimo per Geographical Institute of Unconventional Drawing Arts, è un collettivo di disegnatori avanguardisti formato nel 2009. Il collettivo lavora attorno al progetto della rivista G.I.U.D.A., che si presenta al pubblico dei lettori come uno spazio programmato di ricerca visiva e di estetica. Punto di partenza della rivista è proprio il “tradimento” del fumetto, della sequenza e della narrazione, dell’autorialità come recinto rassicurante. Strutturata come un naufragio, una deriva del segno e del senso.

L’ispirazione alla cartografia ed alla geografia che percorre le storie presenti nei volumi di G.I.U.D.A. appare come strumento e meccanismo di innesco del racconto per indagare dove il genere nuovo e incandescente della nona arte può arrivare. Fulcro di ciascun volume della rivista sono quindi la storia dei luoghi e le geografie sentimentali, spunti su cui interviene un gruppo fisso di disegnatori. Il collettivo G.I.U.D.A. è oggi composto da: Liliana Salone, Alice Socal, Angelo Mennillo, Armin Barducci, Ciro Fanelli, Elettra Stamboulis, Gianluca Costantini, Robert Rebotti – jacklamotta, Rocco Lombardi, Tracciamenti, Darkam, Nicolò Pellizzon.

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Nel corso di questo evento, che in sostanza vuole omaggiare il percorso artistico del collettivo con un’antologica della rivista, saranno esposti alcuni originali dei quattro volumi, con tavole di Liliana Salone, Angelo Mennillo, Armin Barducci, Ciro Fanelli, Gianluca Costantini, jacklamotta, Rocco Lombardi, Tracciamenti, Darkam, Nicolò Pellizzon.

Inoltre, in occasione della decima edizione del festival Komikazen, sarà presentata in questa sede l’anteprima del V numero della rivista G.I.U.D.A., che avrà come tema principale la mappatura dei volti dell’ambiente culturale bolognese durante i travagliati anni in cui lì visse e morì Francesca Alinovi, con originali dell’ultimo numero

Durante l’inaugurazione e per tutto il corso della mostra, verrà proiettato in loop il video Cimitero di Montparnasse, collage di materiale video realizzato nel 2010 da G.I.U.D.A. con i personaggi ritratti nel progetto speciale del primo numero di G.I.U.D.A. sul cimitero di Montparnasse.

Per vedere tutte le foto Link

The Lost Weekend | Performance/reading

The Lost Weekend | Performance/reading

Sabato 15 febbraio si è tenuta la performance/reading ” The Lost Weekend” con Emidio Clementi e Gianluca Costantini.

All’interno della mostra
“Untitled Drawing Art”.

D406.it
facebook.com/d406.artecontemporanea

 A partire dalle 18, letture e performance di disegno dal vivo a cura degli artisti. Ancora in mostra fino al primo marzo le tavole e i disegni con cui Gianluca Costantini ha interpretato i testi poetici e visionari di Emidio Clementi raccolti nel biennio 2009/2010.

Emidio Clementi scrittore e musicista, è fondatore e voce del gruppo musicale Massimo Volume. Come scrittore ha esordito con la raccolta di racconti “Gara di resistenza” (Gamberetti,1997) a cui hanno fatto seguito i romanzi : Il tempo di prima (Derive/Approdi, 2000); La notte del fratello (Fazi, 2001); L’ultimo dio (Fazi, 2004); Matilde e i suoi tre padri (Rizzoli, 2009); La ragione delle mani (Playground, 2012)

Cattive Abitudini performace

CAttive Abitudini Performace

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L'ammaestratore di Istanbul al Tamo di Ravenna

L’ammaestratore di Istanbul al Tamo di Ravenna

Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini. Introduce Tahar Lamri.
Intervengono inoltre Elsa Signorino (Presidente della Fondazione RavennAntica)
e Andrea Augenti (Archeologo – Università di Bologna)

L’ammaestratore di Istanbul è un diario di viaggio, ma anche ricerca nella capitale turca sulle orme

della vita di Osman Hamdi, archeologo, pittore orientalista e uomo politico della fine dell’Impero Ottomano. Osman Hamdi fu il primo pittore che ritrasse con modi naturalistici le donne nella tradizione visiva islamica, fu il fondatore del Museo Archeologico di Istanbul, lo scopritore delle tombe regali di Sidone (tra cui quella considerata all’epoca di Alessandro Magno) e Nemrut Dagh, il primo archeologo dal nome orientale ad essere accolto nella Società degli archeologi europei, egli fu anche l’ideatore della legge che protegge il patrimonio artistico del suo Paese dai paesi stranieri. Negli ultimi anni della sua vita organizzò anche la prima Accademia d’Arte… Tuttavia egli non compare nelle storie dell’arte europee. Ha subito una sorta di censura o di omissione involontaria. Il titolo del romanzo riprende quello del suo quadro più famoso, considerato dalle guide in lingua, la “Monna Lisa” della pittura turca. Il quadro è stato sottoposto a numerose interpretazioni: perché Hamdi si ritrae come un derviscio ammaestratore di tartarughe? è il suo ruolo di insegnanteall’Accademia trasfigurato? Oppure è una visione politica, di come vede la cultura nel suo paese, lui l’ammaestratore?

La ricerca delle tracce della sua biografia è il tessuto narrativo di questo racconto, che è anche una guida alternativa alla conoscenza di un Paese e di una città, Istanbul visti con gli occhi di chi osserva, mentre al confine infuria l’ultima guerra del Libano, questa parte di terra con gli occhi curiosi del viaggiatore.

TAMO
Via Rondinelli n.2, 48121 Ravenna
Orari: tutti i giorni dalle 10 alle 18.30

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Il nastro di Moebius. Emidio Clementi dialoga con Gianluca Morozzi

Il nastro di Moebius. Emidio Clementi dialoga con Gianluca Morozzi

La Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale ospita il quarto appuntamento per il ciclo di incontri Il nastro di Moebius, dedicato ai linguaggi della contemporaneità: mercoledì 16 gennaio 2013 alle ore 18, il cantautore, scrittore e voce dei Massimo Volume Emidio Clementi dialoga con Gianluca Morozzi, scrittore anche di sceneggiature e soggetti per diversi fumetti.
Entrambi non hanno mai nascosto il proprio amore per Andrea Pazienza, da lettori prima e per certi aspetti poi, che racconteranno nel loro incontro, anche da scrittori.

La conversazione fra i due autori, moderata da Alberto Sebastaini, svelerà quindi, da un lato, la passione per il fumetto e in particolare per Pazienza, dall’altro svelerà quanto di Paz sia presente nei loro lavori, ragionando sulla forza narrativa e sulla Bologna che viene raccontata nelle sue tavole.

Correda l’incontro l’esposizione delle riproduzioni dei fumetti di Pazienza collezionati dai due autorifino al 29 gennaio 2013 – affiancate dai testi letterari e musicali dei due autori che citano Paz o raccontano atmosfere analoghe alle sue. Verranno inoltre esposte le tavole originali di Giuseppe Camuncoli (da Il vangelo del coyote, graphic novel sceneggiata da Morozzi) e di Michele Petrucci (da Factory, serie a fumetti sceneggiata da Morozzi), le tavole digitali inedite di Gianluca Costantini (che racconta a fumetti le storie cantate nell’album Cattive abitudini dei Massimo Volume).

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Emidio Clementi
Nato ad Ascoli Piceno e cresciuto a San Benedetto del Tronto, si trasferisce a Bologna dove, sul finire degli anni 1980, fonda i Massimo Volume, originale gruppo rock nel quale scrive i testi delle canzoni, suona il basso elettrico e canta. Oltre a Clementi fanno parte del gruppo Umberto Palazzo alla chitarra e voce (sostituito in seguito da Egle Sommacal), Vittoria Burattini alla batteria e Gabriele Ceci alla chitarra (sostituito in seguito, per un breve periodo, da Metello Orsini). Con i Massimo Volume incide cinque album: Stanze (Underground Records, 1993), Lungo i bordi (WEA, 1995), Da qui (Mescal, 1997), Club Privé (1999), Cattive abitudini (La Tempesta, 2010) e una colonna sonora: quella del film Almost Blue di Alex Infascelli. Nel gennaio del 2002 i Massimo Volume si sciolgono e successivamente Clementi, insieme a Massimo Carozzi e Dario Parisini partecipa al progetto musicale El ~ Muniria. Nel 2004 pubblicano il loro primo, e finora unico, album dal titolo Stanza 218 (Homesleep). A partire dal 1997 Clementi parallelamente all’attività di musicista affianca quella di scrittore, pubblicando vari romanzi. Inoltre i suoi lavori editoriali si sono spesso evoluti in veri e propri reading portati in giro per tutta l’Italia. Nel 2007 duetta con Tibe nel reading de Il punto sulla vita all’interno del disco Hotel. Nel 2008 riunisce i Massimo Volume per una tournée, a cui fa seguito l’anno successivo un disco live dal titolo Bologna Nov.2008. Nel 2010 è uscito un nuovo disco inedito targato Massimo Volume intitolato Cattive abitudini. Nel 2012 ha scritto l’episodio Uomini la domenica per il film Formato ridotto di Antonio Bigini, Claudio Giapponesi e Paolo Simoni.
www.massimovolume.it

Gianluca Morozzi
Gianluca Morozzi è nato negli anni Settanta a Bologna, dove vive. Per trent’anni non ha fatto nulla di importante, trascorrendo gli anni Ottanta a scrivere orribili racconti di fantascienza, e gli anni Novanta a perdere concorsi letterari di ogni tipo con ammirevole tenacia. Dopo, ha pubblicato il suo primo romanzo, Despero, il 12 settembre 2001. I giornali, stranamente, parlavano d’altro. Nessun fatto di cronaca di rilevanza mondiale ha coinciso con i successivi quattordici romanzi, tra cui Dieci cose che ho fatto ma che non posso credere di aver fatto, però le ho fatte, Accecati dalla luce, la raccolta di racconti Luglio, agosto, settembre nero, L’abisso, Le avventure di zio Savoldi tutti usciti da Fernandel. Presso Guanda ha pubblicato i romanzi Blackout, thriller “claustrofobico” interamente ambientato all’interno di un ascensore, L’era del porco, L’Emilia o la dura legge della musica. Nella sua produzione sono frequenti i riferimenti alle esperienze personali, in particolare quelle inerenti alla fede calcistica per il Bologna FC e la musica. È il chitarrista degli Street Legal, una tribute band che omaggia Bob Dylan. Nel 2008 Carmine Brancaccio ha scritto la sua biografia, dal titolo L’era del Moroz. Tra la vita e la scrittura di Gianluca Morozzi, pubblicata dalla casa editrice Zikkurat.
www.myspace.com/gianlucamorozzi 

http://www.genusbononiae.it

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